Serranova, la startup che vuole rivoluzionare serre e orti urbani

La tecnologia di Serranova si basa sul fatto che le terre rare, opportunamente trattate, attivano la fotoluminescenza, che permette alle piante di crescere tre volte più velocemente, consumando meno acqua e riducendo l'uso di illuminazione artificiale.

Coltivare insalata, peperoncini e altre piante per uso alimentare non è poi così facile se non si ha il pollice verde. Servono infatti spazi adatti, un clima adeguato, competenza e tanta pazienza per coltivare privatamente anche solo qualche piantina adatta a prepararsi un’insalata fresca e genuina. C’è però una startup che si è messa in testa di semplificare enormemente il processo e aiutare tutti, che si tratti di ristoratori, aziende del settore Horeca o privati, a coltivare in casa (o giardino, all’interno di una serra) e senza fatica una vasta gamma di pianteSerranova.

Serranova, una startup nata per caso

Stefano Chiocchini, fondatore di Serranova, ha scoperto quasi per caso la tecnologia che poi ha migliorato, brevettato e integrato nelle sue speciali serre. Chiocchini è un architetto che nei suoi progetti ha spesso usato delle speciali polveri luminescenti ricavate da terre rare per garantire un maggior impatto visivo ad ambienti come le piscine o per realizzare arredamenti di design, come lampade per bambini. Un giorno ha scoperto, quasi casualmente, che parte di queste polveri cadute su un vaso avevano accelerato di molto la crescita della pianta. Incuriosito, ha approfondito l’accaduto, realizzando che dosando e stampando correttamente questo materiale su vetri e scaffali, qualsiasi fonte di luce viene convertita in uno spettro di frequenze compreso fra i 400 e i 700 nm, proprio quelle che attivano la fotosintesi. La luminescenza indotta dalle terre rare, insomma, consente di attivare la fotosintesi in maniera veloce, economica e pulita.

Di qui l’intuizione di studiare maggiormente il fenomeno e brevettare un’applicazione pratica, che sfrutta il fenomeno della fotoluminescenza per accelerare la crescita delle piante in serra.

Ad aiutare Chiocchini nello sviluppo di applicazioni pratiche per la sua idea è stata Area Science Park, ente pubblico nazionale di ricerca che, tramite il suo incubatore Innovation Factory, ha supportato e continua a supportare Serranova, anche mettendola in contatto con potenziali investitori esteri. Serranova è stata infatti una delle startup selezionate da MadeinIT per far parte della missione italiana al CES. L’azienda ha già presenziato all’edizione 2020 e tornerà nuovamente il prossimo gennaio in occasione dell’edizione 2022, che si dovrebbe tenere in presenza. 

Una serra che richiede poca acqua, poca energia e poca manutenzione

L’idea di accelerare la crescita delle piante e consentirla anche in Paesi dove le condizioni atmosferiche non sono l’ideale non è certo nuova: basti pensare alle culture idroponiche, usate con successo in molte applicazioni. Questo approccio però ha alcuni limiti: le culture idroponiche sono molto costose a causa dell’energia consumata dalle voraci lampade, e richiedono enormi quantità di acqua.

La tecnologia brevettata da Serranova, invece, risolve questi problemi e si rivela un’alternativa valida non solo nei confronti delle culture idroponiche, ma anche delle serre tradizionali. Rispetto a queste ultime, la tecnologia di Serranova consente di risparmiare fino al 95% di acqua e il 70% di energia, aumentando allo stesso tempo la velocità di coltivazione del 300%.  Per fare un esempio pratico, se una serra tradizionale richiede 250 litri di acqua per ogni chilo di ortaggi prodotti, coi prodotti di Serranova ne sono sufficienti solo 2.

Come funzionano le serre di Serranova?

Gli elementi base delle serre della startup sono tre: le terre rare, come già anticipato, che attivano la fotoluminescenza; delle particolari microfibre, che permettono alle piante di attecchire e ridurre l’utilizzo di acqua necessaria all’irrigazione; degli speciali filtri brevettati, che purificano l’aria da particelle inquinanti, batteri ed organismi patogeni, usando solamente acqua. Questi filtri sono l’ideale per gli ambienti urbani, la cui aria è ben più inquinata rispetto alle zone periferiche.

Il fulcro di tutto il sistema è la fotoluminescenza che, al contrario delle culture idroponiche, consente un enorme risparmio di acqua e corrente. La tecnologia brevettata da Serranova infatti consente di tenere le lampade LED accese solo per un minuto per poi spegnerle per altri 9. 60 secondi, che è il tempo sono sufficiente per “ricaricare” le terre rare che danno origine al fenomeno della fotoluminescenza. Dopo circa 9 minuti è poi necessario attivarle nuovamente, con un altro minuto di luce. Gli impianti di illuminazione vengono spenti solamente la notte, per simulare il ciclo naturale.

I sistemi possono essere controllati tramite il cellulare, anche da remoto, così da poter avere sempre il pieno controllo su quanto sta accadendo nell’orto, con informazioni sulla temperatura, l’umidità, il consumo energetico e via dicendo. Tutto il sistema per la gestione e il controllo remoto sono stati sviluppati internamente da Serranova, che tiene sempre sotto controllo da remoto il comportamento delle serre installate presso i siti dei propri clienti. In caso di necessità, l’azienda è in grado di intervenire, segnalando comportamenti anomali del sistema.

Tre serre per ogni esigenza

Attualmente Serranova produce tre differenti serre: SerraMIDI, SerraMAXI e SerraCHEF. Le prime due sono da esterni, e sono disponibili in differenti dimensioni, mentre SerraCHEF è per interni. Quest’ultima ha più o meno le dimensioni di un frigorifero a doppia porta e consente di coltivare piante pronte al consumo direttamente in casa. “Pronte al consumo” va inteso in maniera letterale: è infatti possibile prendere cogliere le piante e metterle direttamente sul piatto, senza nemmeno doverle lavare, come si fa con la verdura raccolta dai tradizionali orti.

Il mercato di riferimento è quello del mondo della ristorazione, i ristoranti e il settore Horeca in generale, ma Serranova punta anche agli orti urbani, per esempio quelli dei condomini o nei pressi delle scuole, che servono le relative mense. E, con SerraCHEF, anche ai privati, che potranno integrarla in cucina come se si trattasse di un elettrodomestico.

I costi non sono bassissimi, ma nemmeno folli: SerraCHEF, infatti, viene venduta a 6.900 euro. Una cifra elevata, ma non troppo distante a quella necessaria per portarsi a casa un frigo di design. Non è un caso che Serranova sia in contatto con alcuni produttori per integrare la sua serra da interni direttamente nelle proposte per le cucine. 

Più elevati i prezzi delle serre per esterni che oscillano, a seconda delle dimensioni e delle tecnologie integrate, da un minimo di 15.000 euro a un massimo di 30.000 euro. Se l’investimento iniziale può apparire elevato, bisogna tenere conto che il risparmio energetico e il bassissimo consumo di acqua sul medio termine si fanno sentire, permettendo di ammortizzare in tempi rapidi la spesa. Non bisogna dimenticare che si tratta di investimenti Industria 4.0, quindi in molti casi le imprese che le acquistano potranno recuperare una parte importante della spesa effettuata grazie agli incentivi statali.

Pods, semi già pronti per le spedizioni all’estero

La tecnologia di Serranova si è dimostrata efficace su circa 190 specie vegetali. Praticamente ogni pianta da foglia destinata al consumo, può essere coltivata in queste particolari serre. Non tutti però hanno il pollice verde o la voglia di preparare i semi e il terreno con il substrato necessario ad accelerare la crescita. Serranova produce anche i Podsdelle speciali vaschette già preparate con il substrato e i semi scelti dal cliente. Quest’ultimo riceverà a casa questi particolari contenitori e non dovrà far altre che inserirli nella sua SerraCHEF e attendere la fioritura.

I Pods sono un importante strumento per accelerare il business di Serranova, per due motivi. Da un lato, consentono all’azienda di spedire prodotti vegetali anche all’estero, cosa non sempre fattibile con semi o piante vive, a causa delle differenti legislazioni che limitano l’importazione di specie vegetali. Dall’altro, fanno parte del business model dell’azienda, che offre uno sconto importante sulla serra a chi si impegna ad acquistare una quantità minima di Pods ogni anno. Un approccio non tanto differente da quello che stanno facendo i produttori di macchine di caffè con le cialde, a ben vedere.

Nel futuro di Serranova c’è l’IA

Serranova è una startup giovane, fondata nel 2019, che in poco tempo ha già messo sul mercato i suoi prodotti ma che non ha smesso di guardare al futuro. L’azienda è infatti in attesa di un nuovo, importante, round di finanziamenti. I fondi ottenuti saranno utilizzati per migliorare ulteriormente il processo produttivo delle serre oltre che per far crescere l’azienda stessa, che ora conta sui suoi quattro fondatori e otto collaboratori. Fra gli sviluppi futuri previsti c’è anche un sistema di intelligenza artificiale in grado di valutare lo stato di maturità della pianta e avvisare via app il proprietario quando è pronta per il consumo.

Le soluzioni proposte da Serranova hanno un grande potenziale per innovare il mondo dell’agricoltura sostenibile, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove per questioni geografiche e culturali ci si concentra prevalentemente su produzioni in scala ridotta invece di investire sulle coltivazioni intensive.

Che ne pensate? Questa nuova idea sostenibile avrà riscontri più consistenti in futuro o è destinata a concludersi prematuramente? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte: https://edge9.hwupgrade.it/news/innovazione/

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